Ogni quanto riusciamo a ritagliarci un attimo di serenità durante le nostre giornate, sempre più spesso caotiche?
Ieri sera, all'uscita dall'ufficio ero stranamente rilassato.
Sono partito e non ho trovato la solita coda a fisarmonica per arrivare allo svincolo autostradale;
c'era stranamente spazio davanti alla mia macchina e, complice un cielo limpido e con poche nuvole che spuntavano da dietro le colline, sì da farle apparire come vulcani coperti di neve, un sole arancione spandeva i suoi ultimi raggi prima di far posto alle ombre della notte.
Mi sono distratto un attimo e, su alto nel celeste tendente all'arancio del tramonto, ho visto un aeroplano che attraversava l'aere, lasciando dietro di se quattro scie, come quattro dita che solcassero una limpida distesa d'acqua.
E in quei momenti dalla radio usciva una canzone struggente.
Ecco un breve momento di pace; poi la realtà, nella forma di un tir è passata davanti a me e tutto di è sciolto come neve al sole.
sabato 6 ottobre 2012
Un attimo di serenità
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Etichette: Immaginazione, Mondi, Pausa
domenica 28 agosto 2011
Chi non muore si rivede
Ne è passata di acqua sotto i ponti dal mio ultimo articolo su questo blog.
Quando arriva la stagione calda il sottoscritto si scioglie e la produttività in fatto di scritti cala sino a rasentare lo zero; inoltre quest'anno mi sono iscritto a Twitter e, come potete vedere nell'apposito riquadro, sono abbastanza attivo.
Io non ho idea come facciano alcuni a lavorare, aggiornare Facebook, Twitter, blog, avere una vita reale e rimanere con abbastanza tempo da farci rientrare sette/otto ore di sonno.
Molta acqua sotto i ponti, dicevamo, Ma vedo che, nonostante la pausa per le meritate vacanze, lontano da tutti e senza connettività, l'italia non è cambiata per nulla.
Politici che discutono e si inalberano sul nulla mentre sono in barca a vela, discussioni sul calcio che non parte ma gioca, clienti che sino a ieri erano con le palle a mollo e oggi hanno furia (bel cavallo!); insomma nulla di nuovo dal fronte occidentale.
Nulla però mi toglie dalla mente che si tratti solo di fuffa, solo di espedienti per non far pensare la gente, per distrarre dal succo del discorso come i servizi estivi dei telegiornali. Senza fare complottismo, ma pare che qualcuno mi stia soffiando via le cosa e gli avvenimenti da sotto il naso e non parlo di un fazzoletto.
Sarà il weekend di rimbalzo dopo le ferie o qualcos'altro. Di una cosa solamente sono sicuro.
Oggi mi sento bambino fuori e killer dentro. E' bene che lo sappiate.
Alla prossima.
Pubblicato da Godai71 alle 17:00 0 commenti
Etichette: fastidio, Immaginazione, Inizio
lunedì 11 aprile 2011
Cose che avresti voluto da bambino...
Da bambino non ricordo cosa volessi.
Di certo non un fratellino o una sorellina, un cane (c'era il buon Ringo) oppure un gioco elettronico...
Mi ricordo che passavo i pomeriggi, dopo aver finito i compiti a far svolgere infinite battaglie ai miei soldatini che dovevano essere esclusivamente AirFix oppure Atlantic.
C'è chi invece voleva un cane e un camminatore imperiale AT-AT della Kenner. E da grande c'è riuscito....
AT-AT day afternoon from Patrick Boivin on Vimeo.
Pubblicato da Godai71 alle 08:00 0 commenti
Etichette: cani, fantascienza, Gadget, Immaginazione, Ricordo
lunedì 5 maggio 2008
Piccole cose che colpiscono l'immaginazione
Siamo sempre più affannati a rincorrere qualcosa che non ci soffermiamo più a osservare le piccole cose che ci circondano e che aspettano solo di essere scoperte.
Lo scorso week-end sono passato da Milano e, sulle guarnizioni di gomma di una porta della metropolitana, ho notato che qualcuno aveva disegnato due figure, un uomo sull'anta sinistra e una donna su quella destra. Entrambi erano raffigurati nell'atto di allargare le braccia per stringere a sé l'altra figura.
Durante il mio tragitto, svariate volte le porte si sono aperte e poi richiuse; mi sono quindi trovato a immaginare cosa potessero provare quei due esseri del loro (eterno) ritrovarsi dopo essere stati strappati da una forza sovrumana.
Era più la felicità per i momenti durante i quali potevano stare assieme o la disperazione durante il loro inutile sforzo di restare vicini?
"Ma che cosa vai a pensare durante un viaggio in metropolitana?", si staranno chiedendo alcuni fra Voi, manipolo di temerari che vi soffermate a scorrere questi miei vaneggiamenti.
Volete la verità, non lo so! Sarà stato il momento, sarà che sotto questa corazza c'è un mondo migliore, sarà stata la stanchezza...... mi sono comunque venute alla mente vari fatti, immagini, pensieri che erano lontani dal mio essere da molto tempo.
Cose del tipo, quand'è stata l'ultima volta che ho colto i petali di una margherita? O soffiato per disperdere l'infruttescenza di un soffione? O passato il pomeriggio a guardare le forme delle nuvole?
Vorrei poter ritagliare in tutte le mie giornate un momento da dedicare alle piccole (in)utili cose che rendono la vita degna di essere vissuta.
Adesso sento dal rumore che si è alzato il vento. Vado sul tetto ad ascoltare i rumori delle Ombre disperse nella notte.
Pubblicato da Godai71 alle 21:21 3 commenti
Etichette: Immaginazione, Vita